La Fondazione partecipa, come socio Fondatore insieme a Labanof, alla Fondazione Cariplo e a Terre des Hommes, alla realizzazione del MUSA.
Il Museo ha sede presso l’Università degli Studi di Milano, Città Studi, ex area della Facoltà di Veterinaria, accanto all’Istituto di Medicina Legale e al Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense (Labanof).
Il Museo traccia tra l’altro la storia della povertà a Milano dall’epoca antica a quella attuale e una delle sue sale è dedicata al naufragio di un barcone con quasi 1.000 migrantes avvenuto il 18 aprile 2015: proprio per identificare le vittime di questo naufragio (e non solo) la Fondazione ha in corso un progetto con Labanof (si rimanda al relativo progetto presente sul sito). I naufragi, purtroppo sempre più frequenti dei cosiddetti “viaggi della speranza” dei migrantes, sono la testimonianza evidente del persistere di situazioni di disperazione assoluta che il mondo moderno sembra amplificare. Il Museo è anche un’occasione per vedere come le discipline che studiano l’uomo si possano coniugare con i diritti umani, la protezione dei vulnerabili e la giustizia sociale.
In futuro i laboratori, contigui al museo, si apriranno al pubblico affinché il visitatore possa incontrare gli esperti al lavoro e cogliere le relazioni costanti tra scienza e tutela dei diritti umani.
Il progetto MUSA, iniziato da Labanof in collaborazione con Fondazione Isacchi Samaja e Terre des Hommes, risponde in pieno alla necessità di diffondere un messaggio culturale in modo scientifico e con un linguaggio che ne renda possibile la divulgazione anche tra giovani e giovanissimi. Inoltre si collega al progetto ‘Riconoscimento delle vittime dei naufragi nel Mediterraneo’ a cui la Fondazione Isacchi Samaja Onlus partecipa da diversi anni con l’équipe della Prof.ssa Cristina Cattaneo di Labanof e che ha permesso di identificare una parte delle vittime dei naufragi consentendo alle famiglie di conoscere la sorte dei loro cari e di procedere, dove possibile, al ricongiungimento familiare.
Nell’ambito del progetto MUSA, e per completare questa opera di riconoscimento con un messaggio culturale forte e importante, la Fondazione Isacchi Samaja Onlus ha formato due operatori culturali che accompagnano il pubblico nel percorso museale nella parte “identificazione dei migrantes” evidenziando le molte similitudini che legano la nostra realtà a coloro che in questa realtà cercano un futuro e mostrando come le poche differenze possono essere ragione di arricchimento reciproco. Altri due operatori sono stati formati dalla Fondazione per veicolare lo stesso messaggio ai ragazzi delle scuole con incontri e laboratori presso gli istituti scolastici.
https://musa.unimi.it/