La nostra missione
Un’onda di solidarietà

La nostra missione

La Signora Amelia, la nostra Fondatrice, è riuscita a trasformare il suo desiderio di aiutare le persone in difficoltà in qualcosa di reale e grande: le sue parole di affetto per il prossimo sono diventate azioni di solidarietà. Nel suo testamento ha voluto affidare alla Fondazione una missione precisa: aiutare chi ha bisogno, e per far questo ha lasciato alla Fondazione la sua casa e i suoi beni. Ci ha così permesso di attuare il suo grande desiderio: aiutare i poveri e le persone in grande difficoltà sociale ed economica, permettere a ragazzi meritevoli, ma in condizioni economiche disagiate, di proseguire gli studi, anche quelli di musica, un’arte che la Signora Amelia tanto amava: e tanti altri progetti di cui vi parliamo ora.

La Signora Amelia, la nostra Fondatrice, è riuscita a trasformare il suo desiderio di aiutare le persone in difficoltà in qualcosa di reale e grande: le sue parole di affetto per il prossimo sono diventate azioni di solidarietà. Nel suo testamento ha voluto affidare alla Fondazione una missione precisa: aiutare chi ha bisogno, e per far questo ha lasciato alla Fondazione la sua casa e i suoi beni. Ci ha così permesso di attuare il suo grande desiderio: aiutare i poveri e le persone in grande difficoltà sociale ed economica, permettere a ragazzi meritevoli, ma in condizioni economiche disagiate, di proseguire gli studi, anche quelli di musica, un’arte che la Signora Amelia tanto amava: e tanti altri progetti di cui vi parliamo ora.

Due sono le situazioni sociali a cui si rivolge la Fondazione:

1) Persone travolte dai problemi di una povertà estrema, spesso aggravata dalla malattia.

Un aiuto vuol dire per queste persone non essere schiacciate da situazioni disperate e riacquistare la forza di guardare avanti. I principali progetti sono: Housing sociale (la Fondazione mette a disposizione 6 appartamenti arredati che possono ospitare 20 persone in condizioni di grande disagio economico o sociale per promuovere il reinserimento nella vita sociale e la re-immissione nell’attività lavorativa), il progetto di riconoscimento delle vittime dei naufragi nel Mediterraneo (che permette alle famiglie di sapere quale sia stata la sorte dei loro cari, ma consente anche di procedere al ricongiungimento familiare per i bambini rimasti soli che, purtroppo, devono essere riconosciuti ufficialmente come “orfani” per poter essere accolti dagli altri membri della loro famiglia o adottati), l’Unità Mobile di strada (distribuisce cibo, vestiario, tè, coperte, sacco a pelo ecc. ai senza dimora e offre loro ascolto, vicinanza e informazioni sui servizi disponibili) e il progetto Pointe Noire (Congo) volto a contattare e ospitare i ragazzi che vivono in strada, e spesso di giorno lavorano, per trovare con loro soluzioni di studio o di lavoro stabili nonché una soluzione abitativa.

2) Giovani che sanno di avere capacità e volontà di studiare ma non ne hanno i mezzi.

Aiutandoli in un progetto di studio si può offrire loro non solo un’opportunità ma anche la fiducia nella costruzione del proprio ‘futuro’. Oltre all’erogazione di aiuti allo studio e una collaborazione al progetto DAFI di UNHCR, la Fondazione sostiene quattro progetti esteri: “Piccola scuola” di Vareš, Bosnia (dove un gruppo di Suore aiutate da insegnanti, psicologi e sociologi gestisce un centro di accoglienza per bambini e giovani, orfani o con famiglie in condizioni di grave disagio economico e sociale seguendoli nel percorso scolastico sino alla fine del liceo), LEC (Lire, Écrire, Compter) di Arta, nella Repubblica di Gibuti (dove si insegna agli alunni a leggere e scrivere e vengono spiegati loro i principi base della matematica per farli poi accedere alla scuola pubblica), Kingston University di Londra: supportiamo studenti iscritti a un corso di laurea triennale e riconosciuti come Young Adult Carer (giovani sotto i 25 anni con responsabilità di cura verso un familiare non autosufficiente a causa di malattia fisica o mentale, disabilità o dipendenza). Tabasamu Centre (Kenya: un progetto che si occupa a 360 gradi dell’educazione scolastica e dell’assistenza sanitaria dei bambini del luogo (laboratorio di analisi, ambulatorio per la fisioterapia - screening – vaccinazioni, piccola sezione maternità).

Inoltre la Fondazione sostiene:

l’Orchestra Giovanile Pepita,
ICM (Insieme Con la Musica),
il Premio Isacchi Samaja (rivolto agli ‘artisti che vivono in strada’ e che si contraddistinguono nelle sezioni: Narrativa/Poesia, Arte figurativa e Fotografia)
La Fondazione è socio co-fondatore del MUSA (Museo Universitario delle Scienze Antropologiche, mediche e forensi per i diritti umani) nato dalla collaborazione con Labanof.

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